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Dal 2000 si è insediata una comunità Rom nel rione di Japigia. Qui è stato realizzato un campo per l’accoglienza delle popolazioni appartenenti a minoranze. Nel 2005 il Comune di Bari ha riconosciuto la destinazione di un proprio suolo (circa 10.000 mq.), per ospitare questi soggetti al fine di avviare un processo pilota volto alla loro integrazione nella comunità ospitante che dal 2006 è stato provvisto anche di alcune utenze. Il percorso per raggiungere livelli di abitabilità adeguati e pienamente dignitosi è ormai avviato e, anche se lentamente, si iniziano a vedere i primi risultati. L’obiettivo principale del progetto promosso dalla Cooperativa Occupazione e Solidarietà è dare un input anche al percorso di inserimento professionale di questi soggetti, al fine di una loro libera e piena partecipazione alla vita cittadina. 

 

 

 

UN PO’ DI STORIE VERE

 

 

Il nomadismo è un diritto riconosciuto dalla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo. E’ previsto anche dalla Costituzione italiana ed il Consiglio d’Europa dice che deve essere facilitato l’insediamento in abitazioni appropriate per i nomadi che lo desiderano. Eppure, ancora, oggi, la parola zingaro suscita sentimenti di disagio, perché è sinonimo di sporco, ladro, barbone. Questa tendenza razzista che c’è nell’europeo, è motivata solo dalla profonda ignoranza che si ha nei confronti di una popolazione così antica.

Gli zingari si dividono in due grandi gruppi, entrambi provenienti dall’India: i Sinti del Nord e i Rom del Sud. Sono presenti in Europa fin dal 1330. Spesso venivano trucidati, torturati o bruciati con l’accusa di stregoneria. Nel secolo scorso vennero sterminati insieme agli ebrei nei lager.

 

Oggi in Italia, secondo dati recenti, ci sono da 60.000 a 90.000 zingari. Il nucleo maggiore è costituito dai SINTI. Di questi circa 25.000 vivono nei campi-nomadi; gli altri sono sedentari in case fisse. L'altro gruppo importante è quello dei ROM jugoslavi, ultimi arrivati: non sono più di 10-12.000 persone, tutti insediati nei campi.

Così come dovrebbe avvenire per l’intero mondo degli immigrati – e considerando la

peculiarietà del mondo Rom – l’intera Europa, consapevole anche che queste persone non tolgono lavoro ai residenti, ma possono svolgere lavori per i quali c’è una forte domanda che nessuno vuole più fare, dovrebbe integrare e accogliere.

E’ questo l’unico modo per rispettare le persone nella loro individualità, per considerare i loro diritti e i loro bisogni. Questo obiettivo può essere raggiunto se chi accoglie è forte della sua identità. Condividiamo la loro storia con loro e facciamola vivere. Restituiamo dignità.

 

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